Scuola - nontantotempofa

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Scuola

I nonni raccontano
A scuola si andava a piedi anche se era molto distante da casa. Molti per non rovinare le scarpe le tenevano in mano e le infilavano prima di entrare nel portone.
D'inverno a turno tutti i bambini portavano un po' di legna per la stufa.
Le classi erano numerose quasi sempre divisi in maschi e femmine. In campagna c'erano le pluriclassi, cioè in una stessa aula c'erano bambini di prima, di seconda, di terza, ecc. I maschi indossavano un grembiule di colore azzurro con un fiocco rosso, mentre le femmine di colore bianco con un fiocco rosa.
Le maestre o i maestri erano severissimi e usavano spesso il righello sulle mani. Per punizione gli insegnanti facevano inginocchiare i bambini cattivi dietro la lavagna con i chicchi di granoturco sotto le ginocchia. Tutte le mattine ci ispezionavano le unghie, le orecchie, il collo , ecc. e se erano sporchi erano guai!!!
Ogni mattina ci facevano recitare la preghiera guardando il Crocefisso che si trovava sempre in alto dietro la cattedra. Quando in classe entrava il direttore o un altro insegnante o qualche genitore, dovevamo subito alzarci in piedi e dire buongiorno.
La cartella era fatta di cartone e dentro c'erano poche cose: un quaderno, un libro, un astuccio di legno con la matita, la gomma, il cannello con il pennino e una boccetta di inchiostro. Per scrivere si usava il cannello con il pennino: si intingeva nell'inchiostro che tenevamo nel calamaio infilato in un apposito buco nel banco.
Tornati a casa non solo dovevamo fare i compiti per il giorno seguente, ma dovevamo anche aiutare i genitori nei lavori della campagna e in casa  si doveva accudire i fratellini più piccoli. Per i giochi c'era pochissimo tempo.
 
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